La scuola in sicurezza è una priorità

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Evitare la didattica a distanza e garantire la ripresa delle lezioni sono priorità così come è prioritario assicurare ai ragazzi e al personale un ambiente sano, confortevole e sicuro.

All’origine dell’operato dell’amministrazione comunale c’è la sicurezza delle persone che abitualmente frequentano l’edificio: un aspetto fondamentale che non poteva e non può essere messo in secondo piano o strumentalizzato. Da qui è partito l’iter di verifica sull’edificio scolastico che, come detto, ospita altre realtà cittadine per verificare se, allo stato attuale, lo stabile rispondesse ai criteri statici e strutturali  come richiesto per l’anno 2021 dal portale regionale e rispondenti alla nuova normativa antisismica del 2018.

Come è noto la struttura non è risultata in linea con tali norme, pur rimanendo agibile, ma visti i possibili rischi si è optato per la struttura provvisoria con moduli (e non semplici “container”) dotati di coibentazione, cappotto termico e superfici di 50 mq per ogni aula.

Per favorire lo svolgimento delle lezioni e il distanziamento necessario in questo periodo di pandemia non è stato possibile valutare soluzioni alternative come quella più volte sentita sui social sull’utilizzo del municipio non solo per la metratura, ma anche per la carenza di servizi igienici sufficienti come numero per le classi e, non ultima la sovrapposizione che si avrebbe con la presenza di uffici pubblici.

Ci sono stati casi analoghi in passato come la stessa mensa scolastica che è stata ospitata per un lungo periodo in un modulo e non ha sofferto né di mancanze, né di scomodità tali da renderla una “scelta sbagliata”.

Il PD di Monzuno vorrebbe portare le scuole a Vado così, mentre in questi giorni la Giunta e il sindaco Pasquini cercano di garantire la sicurezza agli alunni per il nuovo anno scolastico nella scuola media del Capoluogo a Monzuno, la locale sezione del Partito Democratico , attraverso un post apparso sulla loro pagina social poi ripreso dalla stampa, lancia un allarme irrazionale sulla presunta messa in pericolo dell’incolumità pubblica.

La comunicazione dell’Amministrazione Comunale indica invece che lo stabile che ospita la scuola media di Monzuno e altri servizi, dopo gli accertamenti, non risponde ai requisiti dettati dalla recente normativa sismica, quindi con coscienza, Sindaco e Giunta hanno deciso uno spostamento temporaneo delle classi, della biblioteca e della scuola di Musica, per consentire sia l’analisi progettuale che la riqualificazione dell’edificio, garantendo così una continuità per le lezioni in presenza e in piena sicurezza per l’anno scolastico 2021/22 che sta per iniziare.

L’area dell’ex cinema “Montevenere” ospiterà i moduli scolastici consentendo di mantenere e garantire il servizio scolastico nel centro del paese.

La sezione del PD di Monzuno è, di fatto, l’attuale minoranza che siede in consiglio comunale: ci troviamo di fronte ad una vera e propria “presa di posizione” politica?

Perché il polo scolastico non venne realizzato quando I DS e la Margherita (progenitori del PD) governavano Monzuno?

La loro idea era quella di spostare le classi della sezione di Monzuno a Vado, e, ancora oggi, la soluzione da loro proposta è quella di spostare la scuola nell’edificio di Vado, perseverando nel progetto di accentrare, in un’unica frazione il servizio costringendo così ragazzi e genitori a dover percorrere 18 km in più ogni giorno giorno per ottenere un loro diritto: l’istruzione primaria e secondaria di primo grado che oggi, fortunatamente, resta un’istruzione a “KM 0”.

Non ultima la petizione promossa dallo stesso PD di Monzuno che ha visto una raccolta firme per dire l’ennesimo “no” al progetto di un nuovo polo scolastico da realizzarsi nel capoluogo; una voce che non ha prodotto però proposte alternative concrete.

Non ci sentiamo di condividere quest’idea che vuole accentrare in un’unica frazione servizi essenziali e costringere le persone a spostarsi anche solo per fare la spesa o portare i figli a scuola, in un territorio con diversità morfologiche importanti, aumentando le difficoltà e la distanza sociale sia delle persone fragili che di tutti i cittadini, una visione lontana da quella con cui è nata la Lista Civica Dimmi.

Le critiche riportate dalla minoranza rappresentano una visione distorta del territorio e non sembrano avere uno scopo ulteriore oltre strumentalizzazione politica, mentre  l’ascolto e il confronto con le persone da parte della Lista Civica Dimmi, rafforza concretamente le scelte dell’Amministrazione.

Vogliamo mettere il cittadino al “centro” del territorio e metterlo in condizione di fruire di un numero sempre maggiore di servizi sia nel capoluogo che nelle frazioni: negozi e botteghe, l’ufficio postale, la farmacia e gli ambulatori e, non ultimo per importanza, il servizio scolastico.

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